Berlusconi: La Ue che vogliamo non Ú quella di sinistra arroccata ai privilegi

Il messaggio del Presidente ai giovani del Ppe

Silvio Berlusconi

"Esistono due idee diverse dell’Europa. Che sono anche due idee diverse dell’uomo e delle sue libertà. La nostra Europa non é quella che una sinistra arroccata ai vecchi privilegi e incapace di aprirsi al futuro vuole imporre.

La nostra Europa é liberale e cristiana, é’ l’Europa del federalismo e della sussidiarietà, della libertà di iniziativa e della responsabilità verso quanti hanno bisogno di essere aiutati. Solo in una società davvero liberale é possibile creare le risorse indispensabili per sostenere quanti sono in difficoltà. La sinistra europea invece confonde la vera solidarietà con l’assistenzialismo, trasformando gli individui in sudditi. La libertà delle persone esige istituzioni nazionali ed europee credibili e autorevoli, che riconoscano i limiti della propria azione e difendano il diritto dei singoli e delle comunità di costruire realtà nuove, creare ricchezza, testimoniare al mondo le proprie convinzioni e la propria fede.

Noi del Partito popolare europeo e dello Yepp vogliamo gli Stati Uniti d’Europa, con un vero presidente, un vero governo, un vero Parlamento e finalmente una vera e unica politica estera ed una vera e unica politica di difesa. Vogliamo un’Europa competitiva, che promuova l’efficienza, l’intelligenza, la solidarietà. Vogliamo un’Europa solidale, che punti a garantire lo sviluppo, l’occupazione, il merito e quindi le risorse necessarie a proteggere e a integrare le componenti più deboli della società. Vogliamo un’Europa sicura, che garantisca la pace e la convivenza dei suoi popoli e dei suoi cittadini. Vogliamo un’Europa aperta, che promuova la liberalizzazione degli scambi commerciali, al suo interno e verso l’esterno, e accolga in modo ordinato e civile i flussi migratori necessari e compatibili con il buon funzionamento della società e dell’economia. Vogliamo infine un’Europa democratica, perché fondata sulla diffusa adesione delle sue genti. Questa adesione deriva dal cuore e dalla ragione.

Dal cuore, perché due guerre mondiali e una prolungata crisi economica non possono cancellare, nonostante le derive e i populismi, il sentimento profondo di appartenere a un’unica grande civiltà, fondata sui valori del cristianesimo e dell’umanesimo laico. Dalla ragione, perché un numero sempre maggiore di famiglie ha compreso come il proprio futuro di pace e di prosperità dipenda dal successo del progetto di un’Europa unita. L’Europa non deve essere lasciata agli eredi di quelle ideologie e partiti che l’hanno lacerata lungo tutto il secolo, e che non hanno mai creduto alle ragioni della sua unità. L’Europa deve realizzarsi nei valori e nelle politiche che da sempre sono il patrimonio dei partiti cristiani e liberali, a cui ci onoriamo di appartenere".

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